[Mosca] Piazza Majakovskij

[Mosca] Piazza Majakovskij

Date:
1958-1961

Luogo:
Mosca

Partecipanti:
Jurij Galanskov, Vladimir Bukovskij, Vladimir Osipov, Anatolij Ščukin, Aleksandr Ginzburg, Bulat Okudžava, Michail Kaplan, Apollon Šucht, Vladimir Višnjakov, Ėduard Kuznecov, Sergej Čudakov, Alisa Gadasina, Alena Basilova e molti altri.

Descrizione:
Atteso per lungo tempo, il monumento dedicato a Vladimir Majakovskij, opera dello scultore Aleksandr Kibal’nikov, fu inaugurato il 28 luglio 1958 sull’omonima piazza, detta informalmente ‘Majakovka’ e oggi tornata al toponimo originario di ‘Triumfal’naja’. Per l’occasione, sotto la statua del poeta, venne organizzata una lettura pubblica alla quale presero parte alcune tra le personalità poetiche più celebri dell’epoca. L’evento fu così partecipato che al termine della cerimonia alcuni degli astanti diedero vita a una sessione di letture supplementari. Se in quella circostanza le autorità evitarono di giudicare l’iniziativa in modo severo, nelle settimane e nei mesi successivi la situazione sfuggì di mano, al punto da trasformare un evento in origine concepito e organizzato dall’alto in un rito spontaneo collettivo capace di coinvolgere figure politicamente e artisticamente molto diverse: poeti, scrittori, artisti (improvvisati e non), amanti della libertà di espressione e semplici passanti si ritrovarono gli uni accanto agli altri a declamare versi, scritti di proprio pugno o composti dai poeti dimenticati del passato (molto richieste erano le opere avanguardiste e moderniste del primo Novecento). Si era nella fase più promettente del disgelo, una stagione foriera di illusioni presto disattese ma all’epoca sincere e condivise quasi da tutti.
Il personaggio più rappresentativo di quello spazio comunitario detto anche “Il Faro” (in russo ‘majak’) si dimostrò un giovane dalle doti poetiche forse non eccelse che viene però tuttora ricordato per il carisma e il magnetismo con cui era in grado di infiammare gli animi della folla: Jurij Galanskov, autore del poema Čelovečeskij manifest (Manifesto umano), considerato quasi uno scritto programmatico della ‘Majakovka’. Ancora a decenni di distanza, alcuni tra coloro che avevano assistito alla lettura di quei versi non sarebbero stati in grado di giudicarne il valore letterario, tale era la carica emotiva che quei versi sapevano suscitare. Redattore degli almanacchi samizdat Feniks (1961) e Feniks 66 (1966), riconosciuto non solo come l’animatore del Faro ma anche come uno dei primi attivisti per i diritti umani in URSS, Galanskov sarebbe morto all’età di trentatré anni in un campo di lavoro, dove fu spedito per via della sua coraggiosa e incessante attività politico-letteraria. Altro illustre partecipante delle serate di piazza Majakovskij è Aleksandr Ginzburg, di lì a poco arrestato per aver dato alle stampe tre numeri dell’almanacco Sintaksis. Come avvenne a Galanskov e a Ginzburg, figure diverse ma il cui ruolo fu ugualmente importante, numerosi altri habitué della Majakovka sarebbero finiti tra le file della dissidenza: tra questi, Vladimir Bukovskij, Ėduard Kuznecov e Vladimir Osipov. Redattore più avanti delle riviste Bumerang e Veče, Osipov fu persino arrestato con l’accusa di aver tramato un attentato alla vita di Chruščev. Non è chiaro se il piano eversivo fosse stato realmente concepito da alcuni majakovcy o se si sia trattato di una provocazione messa in atto per porre fine alle riunioni.
Gli incontri organizzati intorno al basamento della statua di Majakovskij, poeta celebrato dal regime per il ruolo di vate della Rivoluzione e venerato dai giovani non conformisti per i trascorsi futuristi e l’indole ribelle, proseguirono in maniera regolare per qualche anno, turbando non poco le autorità. Impossibilitate, in tempi di ostentata tolleranza, a usare la violenza, queste tentarono più volte e in vario modo di richiamare all’ordine gli interessati. L’occasione per porre fine alle riunioni si presentò nel giorno delle solenni celebrazioni per il volo nello spazio di Gagarin, il 14 aprile 1961, fatalmente anche anniversario della morte di Majakovskij. I giovani del Faro scelsero di riunirsi nonostante il divieto ufficiale. La scintilla, ricercata probabilmente dalle forze dell’ordine, divampò in una rissa che coinvolse decine di persone, tra le quali i tanti ubriachi di ritorno dalla cerimonia ufficiale e gli stessi agenti, che riuscirono ad arrestare Osipov e Ščukin. Gli incontri della ‘Majakovka’, di fatto, ebbero fine quella sera, anche se le letture si sarebbero protratte ancora per qualche mese. I giovani che avevano dato luogo a quell’esperienza così latamente politica, benché assai difforme dalle tradizionali e coeve forme di protesta occidentali, si riversarono negli appartamenti privati, dando il la a una nuova forma di dissenso, più intima e ormai scevra di qualsiasi illusione o velleità di cambiamento.
Al termine di un’avventura molto significativa anche per la quantità di persone interessate, quella stessa piazza sarebbe diventata negli anni seguenti teatro di altre forme di opposizione: quella artistico-letteraria di SMOG, messa in atto il 14 aprile 1965, e quella più precipuamente politica delle studentesse Ol’ga Ioffe e Irina Kaplun, le quali, in corrispondenza con i funerali di Jan Palach a Praga, mostrarono messaggi a sostegno della Cecoslovacchia. Le due giovani furono arrestate e poco dopo rilasciate.

Bibliografia:
M. Clementi, Storia del dissenso sovietico, Odradek, Roma 2007, pp. 25-32.
I ragazzi di piazza Majakovskij: la poesia alle origini del dissenso in URSS, 1958-65, La Casa di Matriona, Milano 2002.
La primavera di Mosca. Le riviste dattiloscritte sovietiche degli anni ’60: prosa, poesia, impegno civile agli inizi del dissenso, Jaka Book, Milano 1979.
V. Parisi, Guida alla Mosca ribelle, Voland, Roma 2017, pp. 194-200.
G. P. Piretto, Il radioso avvenire: mitologie culturali sovietiche, Einaudi, Torino 2001, pp. 251-254.
G. P. Piretto, 1961: il Sessantotto a Mosca, Moretti & Vitali, Bergamo 1998, pp. 67-69.
L. Polikovskaja, “My predčustvie, predteča…”. Ploščad’ Majakovskogo. 1958-1965, Moskva 1997, http://old.memo.ru/history/diss/books/mayak/index.htm (06/2018).

[Federico Iocca]
[scheda aggiornata al 2 settembre 2019]