SALVE, INFERNO!

SALVE, INFERNO!

AUTORE
Aleksandr Michajlovič Kondratov

ANNI DI REDAZIONE
1958-1967 (da frontespizio)

ANNO DI PRIMA PUBBLICAZIONE
inedito; nel 1996 sono stati pubblicati 4 capitoli (su 13 originari).

RIVISTA
«Novoe Literaturnoe Obozrenie» (n. 18, 1996)

LUOGO DI EDIZIONE
Mosca

DESCRIZIONE
A metà tra genere autofinzionale e autobiografico, il romanzo Zdravstvuj, ad! (Salve, inferno!) è da ritenersi l’opera più celebre del poeta e prosatore Aleksandr Kondratov (1937-1993), membro della Scuola dei Filologi e tra i maggiori sperimentatori del periodo postbellico. Suddiviso in tredici capitoli e costruito in parte sul modello della Commedia dantesca, questo «diario lirico» (come viene definito nel sottotitolo) è una sorta di viaggio negli inferi dell’universo sovietico. Il percorso, erratico cammino reale e al contempo viaggio metafisico, si dipana lungo nove cerchi infernali. I nove gironi riportati nell’indice sono ambientati in altrettante città, tutte perfettamente riconoscibili a dispetto della beffarda alterazione dei toponimi originari: Omsk (nel romanzo ribattezzata Chamsk), Voronež (Uronež), Belgorod (Elgorod), Kujbyšev (Chujbyšev) e naturalmente Leningrado (Kotlograd, la ‘Città-fornace’) e Mosca (Glavkotel, ‘Il grande forno’), detta anche ‘Città di Dite’. In uno scenario opprimente fino all’asfissia il grado di vivibilità delle due capitali è ben raffigurato dalla scelta dei toponimi, nei quali ritorna il termine kotel (caldaia), dietro cui potrebbe anche celarsi un riferimento a uno degli impieghi pubblici più diffusi tra gli esponenti della Seconda cultura: quello di fuochista (in russo kočegar).
Trasposizione parodica, grottesca e cupa fino alla disperazione dell’alienante byt sovietico e degli eventi occorsi all’autore tra il 1958 e il 1967, il romanzo risulta privo di un vero e proprio intreccio. Un destino condiviso con Tropic of Cancer di Henry Miller, opera vietata in URSS (e altrove) che Kondratov si accingeva proprio in quegli anni a tradurre per il cassetto: il proposito, inizialmente abbandonato, sarebbe stato ripreso e ultimato a pochi mesi dalla morte. Scrittore divulgativo di enorme successo (fu autore di decine di volumi tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano) e al contempo frequentatore delle cerchie underground di Mosca e soprattutto Leningrado, dove era noto con lo pseudonimo Sandy Konrad, Kondratov popola il proprio romanzo di personaggi più o meno noti negli ambienti dell’epoca; figuranti dai nomi storpiati in modo grottesco che molto dicono su un’opera a tratti carnevalesca e sempre dissacrante: Faustovskij, Vrejn, Osja Vrotskij, Popybšev, Ebitov.
Testo catalizzatore di molti procedimenti, innovazioni e Leitmotive utilizzati dall’autore nella sua produzione in prosa (composta da migliaia di pagine, in massima parte ancora inedite), Zdravstvuj, ad! dà voce alla rivolta dell’individuo, schiacciato e normalizzato da una società che sembra voler riprodurre il rigido sistema delle caste induiste: in cima alla piramide rovesciata del sistema sovietico sono stati posizionati i servitori, ben lontani dall’essersi affrancati dai mali dei regimi passati o contigui. Quasi in contrapposizione alla rigida e sclerotizzata organizzazione della società sovietica, fondata su un materialismo che Kondratov, grande esperto di culture e religioni orientali, non poteva vedere di buon occhio, la giustapposizione di stilemi diversi e la difformità degli stili costituiscono la vera cifra dell’opera. Tra i tanti brani che ne sono testimonianza, l’invettiva contro i classici, rei di non affrontare la sessualità in modo diretto e di soffocarla in una costante sublimazione, o il racconto della rivolta omicida contro il prossimo, guidata da un nuovo messia e caratterizzata da toni manifestamente apocalittici: il sottotesto cristiano, ennesima declinazione della tendenza spiritualistica leningradese, finisce per prendere il sopravvento negli ultimi capitoli del romanzo.
Un testo come Zdravstvuj, ad!, ancora inedito nella sua interezza, offre inoltre il destro per fare importanti precisazioni sul medium del samizdat in quanto tale. Tenendo a mente le testimonianze di amici e conoscenti circa le ricorrenti modifiche apportate ai propri testi da Kondratov, ciascun dattiloscritto che non sia riuscito a trovare, per varie ragioni, la via della pubblicazione, assume infatti caratteristiche peculiari: terminato de facto, ma proprio perché inedito passibile di infinite modifiche, la sua natura può risultare evanescente e quanto mai ondivaga. Se da una parte ciò può aver stimolato l’autore a riutilizzare brani particolarmente riusciti in un’altra opera, andando così ad alimentare un processo di scambio tra testi in potenza tanto reciproco quanto unidirezionale, dall’altra impedisce di poter datare con assoluta precisione la redazione dell’opera, benché nel caso specifico siano diverse le testimonianze di colleghi e amici che parlano della stesura e dell’ampia diffusione, nelle cerchie ristrette del Samizdat dell’epoca, tanto del dattiloscritto di Zdravstvuj, ad! come delle altre prose firmate da Sandy Konrad.

BIBLIOGRAFIA:
Anonimo [A. Chvostenko?], Aleksandr Kondratov živet…, «Ėcho», 1984, n.13, p. 64.
F. Iocca, Aleksandr Kondratov e le sue ipostasi: un «avanguardista accademico» nella Leningrado underground, «Enthymema», n. 12, 2015, pp. 109-112, https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/4948 (07/2019).
K. Kobrin, Aleksandr Kondratov, čelovek avangarda http://postnonfiction.org/narratives/kondratov/ (07/19).
A. Kondratov, Tropik raka: Pariž-Amerika-Rossija (fragmenty iz knigi «Trudno byt’ jogom»), «Urbi», 1995, n. 5, pp. 157-158.
A. Kondratov, Zdravstvuj, ad!. Liričeskij dnevnik 1957-1967 (Izbrannye glavy: I, II, IV, XI), «Novoe Literaturnoe Obozrenie», 1996, n. 18, pp. 89-130.
N. Kotomko, Posleslovie k adu, «Novoe Literaturnoe Obozrenie», 1996, n. 18, pp. 148-149.
L. Losev, Homo ludens umer (iz knigi «Meandr»), «Zvezda», 1994, n. 8, pp. 145-151.
L. Losev, Tulupy my, «Novoe Literaturnoe Obozrenie» 14, 1995, online https://kkk-bluelagoon.ru/tom1/philolog.htm, (08/2019).
Ju. Mal’cev, Vol’naja russkaja literatura. 1955-1975, Possev-Ferlag, Frankfurt/Main 1976, pp. 99-100.
A. Mirzaev, Fenomen Aleksandra Kondratova (Sėndi Konrada), figura otsutstvija, «Zinziver», 2008, n. 2 (10).
T. Nikol’skaja, Vspominaja Sėndi Konrada, «Russian Literature», 78 (2015), Issues 12, pp. 525-528.
M. Zolotonosov, Prozevannyj Kondratov, «Moskovskie novosti», 1997, n. 41, http://eclectium.livejournal.com/1162200.html

[Federico Iocca]
[scheda aggiornata al 26 agosto 2019]