{"id":18123,"date":"2019-02-05T22:18:48","date_gmt":"2019-02-05T21:18:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/mosca-appartamenti\/"},"modified":"2019-10-16T13:39:35","modified_gmt":"2019-10-16T11:39:35","slug":"mosca-appartamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/mosca-appartamenti\/","title":{"rendered":"[Mosca] Appartamenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luogo:<br \/>\n<\/strong>Mosca<\/p>\n<p><strong>Legenda:<br \/>\n<\/strong>pereulok (vicolo); kol\u2019co (circonvallazione); bul\u2019var (boulevard); ulica (via).<\/p>\n<p><strong>Descrizione:<br \/>\n<\/strong>Senza tralasciare il ruolo ricoperto negli anni precedenti da luoghi di ritrovo come la baracca di <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/circolo-di-lianozovo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lianozovo<\/a>, nella capitale sovietica la fuga dagli spazi pubblici verso la dimensione privata degli appartamenti si colloca subito dopo la fine dell\u2019esperienza di <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/mosca-piazza-majakovskij\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">piazza Majakovskij<\/a>, sopraggiunta in corrispondenza dei festeggiamenti per il volo nello spazio di Gagarin, il 14 aprile 1961. Il luogo in tal senso pi\u00f9 significativo \u00e8 probabilmente l\u2019abitazione di Ekaterina Fride, prima della rivoluzione proprietaria di un palazzo di sei piani in Borisoglebskij pereulok e per questo beneficiaria in epoca sovietica di una stanza di 26 mq situata nello stesso edificio. Qui, negli anni Cinquanta, il sabato pomeriggio si ritrovavano fino a quaranta persone, in un\u2019atmosfera d\u2019altri tempi caratterizzata da arazzi e arredi roccoc\u00f2. I frequentatori di questo salotto letterario molto <em>sui generis<\/em> discutevano di tematiche e problemi di natura estetica pi\u00f9 che politica. Nonostante la partecipazione di molti majakovcy (tra cui Apollon \u0160ucht, Garik Superfin, Vladimir Bukovskij), il contesto era molto diverso rispetto a quello creatosi intorno al basamento della statua innalzata al poeta futurista: nel clima pi\u00f9 aperto e composito di piazza Majakovskij si poteva assistere ai generosi tentativi di coinvolgere passanti spesso molto lontani per formazione culturale e ideologica. A casa Fride, dove insieme alla birra artigianale famosa in tutta Mosca poteva capitare di far uso anche di codeina, il livello del dibattito si dimostrava pi\u00f9 elevato e maturo rispetto all\u2019esperienza di piazza; ci\u00f2 era comprensibile, considerando la provenienza degli <em>habitu\u00e9<\/em>, che condividevano tutti pi\u00f9 o meno la stessa visione del mondo. Gli incontri da &#8216;madame Fride&#8217; non erano certo un segreto in citt\u00e0, tanto che si arriv\u00f2 a parlarne con sdegno persino sulle pagine del \u00abMolodoj Kommunist\u00bb. Nei mesi e negli anni successivi alla fine della Majakovka, furono per\u00f2 molti altri gli appartamenti predisposti per accogliere i giovani non conformisti; tra questi, quello di Apollon \u0160ucht e quello della <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/smog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">smogista<\/a> Alena Basilova, a suo modo un\u2019eccezione: la giovane viveva infatti in una palazzina sulla Sadovaja-Karetnaja non da sola, ma con la madre (la poetessa Alla Rustajkis) e con la zia (Alisa Chvas, sorella della nonna materna, insieme alla quale questa era stata in rapporti di amicizia con Majakovskij). In quella che all\u2019epoca veniva definita la \u2018seconda Majakovka\u2019 (Majakovka-2) anche per la comprensione e l\u2019empatia dimostrate dalle donne nei confronti dei singolari amici di Alena, si parlava perlopi\u00f9 di questioni e fenomeni artistici e letterari, tanto che persino Vladimir Bukovskij si ritrov\u00f2 a leggere i propri racconti, secondo Basilova di livello tutt\u2019altro che mediocre. Del tutto peculiare era inoltre il clima che si respirava sin dai primi anni Cinquanta a casa dello scrittore Jurij Mamleev, la cui baracca di legno, oggi scomparsa, ospitava le riunioni di un piccolo gruppo di intellettuali attratti dallo studio di discipline esoteriche come l\u2019occultismo e la teosofia (si leggevano le opere di Rudolf Steiner) o di materie all\u2019epoca escluse in massima parte dai dibattiti ufficiali (come la psichiatria). Tali appuntamenti erano detti in maniera informale \u00abgli incontri di Ju\u017ein\u00bb, dal nome della strada che li ospitava: Ju\u017einskij (oggi Bol\u2019\u0161oj Pala\u0161evskij) pereulok, 3. Tra gli spazi che rivestirono una certa importanza a Mosca sono inoltre da menzionare almeno l\u2019appartamento dove si riuniva il circolo Ioffe-Saburov, poeti a cui si unirono nel corso degli anni Sessanta anche altri autori (tra cui Michail Ajzenberg), e soprattutto l\u2019atelier di Il\u2019ja Kabakov, situato in una soffitta di un palazzo liberty in Sretenskij bul\u2019var, 6. Negli anni Settanta lo studio di questo importante e celebrato artista divenne il luogo simbolo del <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/concettualismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">concettualismo<\/a> artistico e letterario russo.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia:<br \/>\n<\/strong>A. Basilova, <em>Kak oni smejut bit\u2019 po\u0117ta!<\/em>, <a href=\"http:\/\/old.memo.ru\/history\/diss\/books\/mayak\/part3-14.htm#_VPID_58\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/old.memo.ru\/history\/diss\/books\/mayak\/part3-14.htm#_VPID_58<\/a> (04\/2018).<br \/>\nM. Caramitti, <em>Letteratura russa contemporanea: La scrittura come resistenza<\/em>, Laterza, Bari 2010, pp. 25, 318-319.<br \/>\nA. Gadasina, <em>\u00abMajakovka\u00bb dala nam vnutrennjuju svobodu<\/em>, <a href=\"http:\/\/old.memo.ru\/history\/diss\/books\/mayak\/part3-09.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/old.memo.ru\/history\/diss\/books\/mayak\/part3-09.htm<\/a> (04\/2018).<br \/>\n<em>Krug Ioffe-Saburova<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.ruthenia.ru\/60s\/ioffe\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ruthenia.ru\/60s\/\/ioffe\/index.htm<\/a> (04\/2018).<br \/>\nV. Parisi, <em>Guida alla Mosca ribelle<\/em>, Voland, Roma 2017, pp. 73-74.<br \/>\nG. P. Piretto, <em>Il radioso avvenire: mitologie culturali sovietiche<\/em>, Einaudi, Torino 2001, p. 257.<br \/>\nD. Possamai, <em>Mamleev Jurij Vital\u00b4evi\u010d<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/jurij-vitalevic-mamleev_%28Enciclopedia-Italiana%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.treccani.it<\/a> (04\/2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Federico Iocca]<br \/>\n[scheda aggiornata al 10 aprile 2018]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Dall\u2019alto verso destra: Oleg Vasil\u2019ev, \u0116rik Bulatov, Il\u2019ja Kabakov nello studio del pittore (1981); Lev Rubin\u0161tejn legge il suo <em>Programma dei lavori<\/em> (<em>Programma rabot<\/em>) nell\u2019appartamento di Irina Nachova (Malaja Gruzinskaja, inizio 1976); Frammento dell\u2019installazione di Ilj\u2019ja e \u0116milija Kabakov <em>Ricordi di una cucina in \u201ckommunal\u2019ka\u201d <\/em>(<em>Vospominanija o kommunal\u2019noj kuchne<\/em>); Il\u2019ja Kabakov visiona alcuni negativi (1984); Il\u2019ja Kabakov nel suo studio (1975).<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luogo: Mosca Legenda: pereulok (vicolo); kol\u2019co (circonvallazione); bul\u2019var (boulevard); ulica (via). 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