{"id":18114,"date":"2019-05-08T16:59:34","date_gmt":"2019-05-08T14:59:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/alman-zenscina-i-rossija\/"},"modified":"2020-02-17T13:13:45","modified_gmt":"2020-02-17T12:13:45","slug":"alman-zenscina-i-rossija","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/alman-zenscina-i-rossija\/","title":{"rendered":"[Almanacco] \u017den\u0161\u010dina i Rossija"},"content":{"rendered":"<p><strong>[Almanacco] \u017den\u0161\u010dina i Rossija [La donna e la Russia]<\/strong><\/p>\n<p><strong>Data:<br \/>\n<\/strong>1979<\/p>\n<p><strong>Luogo di edizione:<\/strong><br \/>\nLeningrado<\/p>\n<p><strong>Redattrici:<\/strong><br \/>\nTat\u2019jana Gori\u010deva, Natalija Malachovskaja, Tat\u2019jana Mamonova.<\/p>\n<p><strong>Numero totale dei fascicoli:<\/strong><br \/>\n1<\/p>\n<p><strong>Principali collaboratrici:<\/strong><br \/>\nJulija Voznesenskaja, Natalija Mal\u2019ceva, Sof\u2019ja Sokolova e altre.<\/p>\n<p><strong>Descrizione:<br \/>\n<\/strong>Nato nel 1975 in opposizione alle riviste femminili sovietiche (tra cui \u00abRabotnica\u00bb, fondata da Lenin nel 1914), dotate di una precisa caratterizzazione in termini ideologici, l\u2019almanacco \u00ab\u017den\u0161\u010dina i Rossija\u00bb era originariamente destinato ai canali del Tamizdat. Preso atto dello scarso rilievo che una pubblicazione all\u2019estero avrebbe avuto sulla condizione femminile in patria, le redattrici Gori\u010deva, Malachovskaja e Mamonova riconsiderarono le proprie scelte e decisero di stampare il fascicolo a Leningrado, luogo eletto per motivi tutt\u2019altro che casuali: oltre a vantare un\u2019illustre tradizione di numi tutelari della cultura russa femminili (tra i nomi pi\u00f9 rilevanti quelli di <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/leningrado-casa-achmatova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Anna Achmatova<\/a> e di Ol\u2019ga Berggol\u2019c), l\u2019antica capitale, luogo di residenza delle tre giovani, disponeva di un numero di attiviste pi\u00f9 ampio rispetto a quello delle cerchie moscovite. La triade redazionale testimoniava la multiforme composizione del neonato femminismo russo (se di movimento in quanto tale si pu\u00f2 parlare), che oscillava tra posizioni filoccidentali, dunque pi\u00f9 radicali, e convinzioni esplicitamente influenzate dalla religione cristiano-ortodossa: questi due modi di intendere il mondo e la questione, diversi tra loro e talvolta antitetici, si incarnavano,\u00a0 rispettivamente, nelle persone di Tat\u2019jana Mamonova (a cui per prima, nel 1975, balen\u00f2 l\u2019idea di fondare una rivista femminista) e Tat\u2019jana Gori\u010deva (organizzatrice dei celebri seminari filosofico-religiosi nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/leningrado-appartamenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">appartamento<\/a> di Kurljandskaja ul.).<br \/>\nL\u2019indice di \u00ab\u017den\u0161\u010dina i Rossija\u00bb, su cui \u00e8 riportato il sottotitolo \u00abAlmanacco per le donne sulle donne\u00bb, presenta scritti e articoli riguardanti la situazione generale della donna in Russia, con un\u2019attenzione specifica dedicata alle problematiche di ambiente domestico, quasi a sottolineare l\u2019opinione espressa pi\u00f9 avanti dalla stessa Gori\u010deva: \u00abLa societ\u00e0 sovietica, in un certo senso, \u00e8 una distopia pseudomatriarcale: pi\u00f9 che una societ\u00e0 \u00e8 una gigantesca cucina\u00bb. Tra i temi trattati, la totale assenza degli uomini nel processo educativo dei figli, problema sociale atavico e oggi ben lungi dall\u2019essere stato risolto.<br \/>\nA dispetto della modesta tiratura iniziale (cinque esemplari), il primo e unico fascicolo dell\u2019almanacco ebbe grande diffusione, ottenendo, secondo Vja\u010deslav Dolinin, una \u00abrisonanza colossale\u00bb. Sembra che il pubblico pi\u00f9 impressionato e interessato alla lettura di quelle pagine fosse formato da uomini, pi\u00f9 che da donne, in netta minoranza nelle cerchie della \u2018Seconda cultura\u2019. Il successo dell\u2019iniziativa si trasform\u00f2 per\u00f2 in un\u2019arma a doppio taglio, facendo entrare le redattrici e alcune delle collaboratrici nelle mire del KGB.<br \/>\nLa pluralit\u00e0 di tendenze presenti all\u2019interno di \u00ab\u017den\u0161\u010dina i Rossija\u00bb fu alla base della quasi immediata scissione del gruppo, scissione che port\u00f2 in breve tempo alla nascita un nuovo progetto, di matrice stavolta esclusivamente ortodossa e slavofila: la rivista samizdat \u00abMarija\u00bb (il cui primo numero \u00e8 datato maggio 1980). La diffusione di questa seconda rivista fu affiancata dalla creazione di un club omonimo, anch\u2019esso, come la rivista, per nulla equivoco nell\u2019affermare il proprio orientamento antimarxista.<br \/>\nIl primo documento prodotto dal club, dal titolo <em>Appello alle madri <\/em>(<em>Obra\u0161\u010denie k materjam<\/em>), protestava contro la recente invasione sovietica dell\u2019Afghanistan. L\u2019autrice di quell\u2019appello, Natal\u2019ja Lazareva, fu arrestata nel settembre 1981. Un anno prima, il 20 luglio 1980 (giorno di apertura delle Olimpiadi di Mosca), dopo aver subito varie perquisizioni e intimidazioni, erano state espulse dal paese Mamonova, Gori\u010deva e Malachovskaja, le quali andarono a condividere la sorte di Julija Voznesenskaja, a cui la via dell\u2019emigrazione era stata imposta qualche mese prima.<br \/>\n\u00ab\u017den\u0161\u010dina i Rossija\u00bb venne riedito in russo nell\u2019agosto 1980 a Parigi, per poi uscire di l\u00ec a poco in francese ed essere tradotto, nei mesi e negli anni successivi, in altre lingue (tra cui inglese, portoghese e giapponese).<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><br \/>\nL\u2019almanacco, costituito da 130 pagine, fu distribuito con una tiratura di 5 esemplari.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia:<\/strong><br \/>\n<em>25 let \u017eenskomu al<\/em><em>\u2019manachu \u00ab<\/em><em>\u017den\u0161\u010diny i Rossija<\/em><em>\u00bb<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.svoboda.org\/a\/24185707.html\">https:\/\/www.svoboda.org\/a\/24185707.html<\/a>.<br \/>\nV. Dolinin , B. Ivanov , B. Ostanin (sost.li), <em>Samizdat Leningrada. Literaturnaja \u0117nciklopedija<\/em>, NLO, Moskva 2003, pp. 404-405.<br \/>\nT. Gori\u010deva e il club \u00abMarija\u00bb (a cura di), <em>L\u2019altro femminismo<\/em>, La casa di Matriona, Milano 1983.<br \/>\nV. Ne\u010daev, <em>Golosa russkich \u017een\u0161\u010din (Obzor samizdatskich \u017eurnalov \u00ab\u017den\u0161\u010dina i Rossija\u00bb i \u00abMarija\u00bb)<\/em>, \u00abKontinent\u00bb, n. 26 1980.<br \/>\nV. Parisi, <em>Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del <\/em>samizdat <em>sovietico, 1956-1990<\/em>, il Mulino, Bologna 2013, pp. 128-133.<br \/>\nJu. Voznesenskaja, <em>\u017denskoe dvi\u017eenie v\u00a0Rossii<\/em>, \u00abPosev\u00bb, 1981, n. 4, anche in <a href=\"http:\/\/antology.igrunov.ru\/authors\/voznesenskaya\/1145211846.html\">http:\/\/antology.igrunov.ru\/authors\/voznesenskaya\/1145211846.html<\/a> (1\/19).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Federico Iocca]<br \/>\n[scheda aggiornata al 2\/2\/19]<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Almanacco] \u017den\u0161\u010dina i Rossija [La donna e la Russia] Data: 1979 Luogo di edizione: Leningrado Redattrici: Tat\u2019jana Gori\u010deva, Natalija Malachovskaja, Tat\u2019jana Mamonova. Numero totale dei fascicoli: 1 Principali collaboratrici: Julija Voznesenskaja, Natalija Mal\u2019ceva, Sof\u2019ja Sokolova e altre. 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