{"id":17989,"date":"2019-04-29T19:03:28","date_gmt":"2019-04-29T17:03:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/circoli-proletari-giovanili\/"},"modified":"2019-05-31T12:45:14","modified_gmt":"2019-05-31T10:45:14","slug":"circoli-proletari-giovanili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/circoli-proletari-giovanili\/","title":{"rendered":"Circoli Proletari Giovanili"},"content":{"rendered":"<p><strong>DATE:<br \/>\n<\/strong>1975-1977<\/p>\n<p><strong>LUOGO:<br \/>\n<\/strong>Milano<\/p>\n<p><strong>DESCRIZIONE:<br \/>\n<\/strong>I Circoli proletari giovanili sorgono a Milano a partire dall\u2019autunno del 1975, concentrandosi nelle zone periferiche della citt\u00e0; alla fine del 1976 se ne contano circa 50 in tutta Milano. Si tratta di luoghi di varia natura &#8211; come una chiesa sconsacrata, fabbriche e cinema dismessi, ville e casali abbandonati, un vecchio casello daziario, etc. &#8211; che vengono occupati dai giovani che compongono il cosiddetto proletariato giovanile, per lo pi\u00f9 operai, disoccupati e, in minima parte, studenti. I Circoli nascono dall\u2019esigenza di creare un\u2019alternativa all\u2019emarginazione e alla disgregazione sociale che si verificano nei desolati quartieri dell\u2019hinterland e nelle periferie, ponendosi come luoghi di incontro, di scambio di esperienze e di attivit\u00e0 culturali. Rispondono inoltre all\u2019esigenza di molti giovani di trovare una casa, donando loro la possibilit\u00e0 di emanciparsi dalla famiglia d\u2019origine, ma anche di liberarsi dalla costrizione sociale alla formazione di una propria famiglia, intesa in senso tradizionale. Le occupazioni si organizzano tra loro attraverso un coordinamento, utilizzato per elaborare strategie comuni contro la repressione dalle forze dell\u2019ordine, per realizzare interventi collettivi e come occasioni di dibattito e confronto. Tra le iniziative pi\u00f9 rilevanti si deve ricordare l\u2019impegno costante dei Circoli contro la diffusione dell\u2019eroina e l\u2019emarginazione sociale dei tossicodipendenti &#8211; su cui si concentrano diverse riunioni del coordinamento, trasformatesi in sedute di autocoscienza &#8211; nella convinzione che la lotta all\u2019eroina si fa creando <em>alternative di vita<\/em>, offrendo cio\u00e8 non soltanto un sostegno medico-sanitario, ma anche una rete sociale e una possibilit\u00e0 di \u201cespressione\u201d ai singoli individui. Uno dei principali obiettivi culturali e politici dei Circoli \u00e8 la riappropriazione del tempo libero &#8211; governato da logiche economiche al pari di tutti gli altri ambiti della vita &#8211; e la sua trasformazione in \u201ctempo liberato\u201d, attraverso la promozione di attivit\u00e0 creative e ricreative autogestite. All\u2019interno degli stabili occupati vengono infatti realizzati concerti musicali, spettacoli teatrali, feste, attivit\u00e0 artigianali e sportive; le pareti, interne e esterne, vengono ricoperte di murales e si lascia libero sfogo alla creativit\u00e0 collettiva nell\u2019\u201callestimento\u201d spazi. La comunicazione e l\u2019informazione sono veicolate da fogli periodici autoprodotti come \u00abViola\u00bb e \u00abWow\u00bb, in cui si verifica la sperimentazione di nuovi linguaggi verbali e visivi, in linea con le esperienze esoeditoriali dei movimenti controculturali del periodo. Sono di estrema rilevanza le iniziative portate avanti in merito alla produzione e al consumo della cultura da parte delle masse: i Circoli reclamano infatti l\u2019<em>espropriazione della cultura <\/em>dalle mani della borghesia e del sistema economico e il diritto per tutti al possesso della <em>tecnica dell\u2019arte<\/em>. In questo senso viene effettuata una grande campagna per la riduzione del biglietto del cinema, per contestare il sistema della grande distribuzione, e viene chiesta alle istituzioni l\u2019apertura di \u00abscuole di arte, recitazione, mimo, conoscenza del proprio corpo, di musica, di pittura, di ceramica, di artigianato\u00bb (<em>Sar\u00e0 un risotto che vi seppellir\u00e0<\/em>. <em>Materiali di lotta dei Circoli proletari giovanili di Milano<\/em>, Squilibri, Milano 1977, p. 68) diffuse sul territorio, in modo da rendere accessibili a tutti le tecniche della produzione culturale. Per i giovani dei Circoli le feste costituiscono momenti importanti di <em>comunicazione<\/em> e <em>sperimentazione<\/em> di nuovi rapporti sociali, ma si connotano anche come fatto politico, nell\u2019intento di unire creativit\u00e0 e militanza. Dalle serate nei centri occupati la festa si sposta nelle strade, in special modo a partire dalla festa di Primavera del 21 marzo 1976, organizzata dai Circoli assieme ai collettivi di <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/re-nudo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abRe Nudo\u00bb<\/a> e Il pane e le rose, che vede un susseguirsi continuo di musica, balli popolari del Sud, spettacoli teatrali, dibattiti e giochi per bambini nel parco retrostante al Castello Sforzesco, e che segna l\u2019inizio di un\u2019<em>ondata<\/em> di feste in tutta la citt\u00e0, organizzate con l\u2019obiettivo di riappropriarsi degli spazi urbani. Il 27 e 28 novembre 1976 i Circoli organizzano un grande Happening nazionale del proletariato giovanile presso l\u2019Universit\u00e0 Statale, due giorni di giochi, discussione e musica, durante i quali si svolge il \u201cconvegno\u201d dei circoli. Il volantino che annuncia l\u2019evento &#8211; che rappresenta una grande ascia e riporta la scritta \u201cAbbiamo dissotterrato l\u2019ascia di guerra\u201d &#8211; \u00e8 considerato una delle prime \u201capparizioni\u201d di quelli che di l\u00ec a breve saranno noti come Indiani metropolitani. La strategia di militanza dei Circoli comprende anche atti di una certa violenza, come le ronde proletarie e gli espropri, giustificati in un\u2019ottica di opposizione alla violenza e alla coercizione esercitate dal sistema economico e sociale sugli individui, ma anche di resistenza alle dure misure repressive delle forze dell\u2019ordine contro il movimento. \u00c8 da ricordare a questo proposito l\u2019episodio che ha reso noti i Circoli, anche a livello internazionale, ovvero l\u2019\u201cassalto alla Scala\u201d compiuto durante la prima del 7 dicembre 1976, per protestare contro il prezzo esoso del biglietto, conclusosi con un duro scontro con le forze dell\u2019ordine. I Circoli vengono riconosciuti come la prima manifestazione del movimento del Settantasette, non solo per una precedenza in senso cronologico, ma anche perch\u00e9 si sviluppano in nuce, al loro interno, le due anime che comporranno il movimento del Settantasette, l\u2019ala creativa e quella violenta. Nell\u2019evoluzione dei movimenti controculturali italiani essi rappresentano inoltre un\u2019importante antecedente per numerose altre esperienze, soprattutto per i centri sociali occupati degli anni Ottanta e Novanta, diffusi in tutta Italia, che sotto molti aspetti si pongono come eredi diretti dei Circoli.<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA:<br \/>\n<\/strong>Per una storia dettagliata dei Circoli e la definizione dei loro obiettivi culturali e politici si rimanda a <em>Sar\u00e0 un risotto che vi seppellir\u00e0<\/em>. <em>Materiali di lotta dei Circoli proletari giovanili di Milano<\/em>, Squilibri, Milano 1977, a cura degli stessi Circoli; si veda anche M. Monicelli, <em>L\u2019ultrasinistra in Italia: 1968-1978<\/em>, Laterza, Bari 1978. Gli atti del convegno dei Circoli del 1976 sono contenuti in appendice a G. Martignoni, S. Morandini, <em>Il diritto all&#8217;odio: dentro, fuori, ai bordi dell&#8217;area dell&#8217;autonomia,<\/em> Bertani, Verona 1977.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Giovanna Lo Monaco]<br \/>\n[scheda aggiornata al 16 aprile 2019]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DATE: 1975-1977 LUOGO: Milano DESCRIZIONE: I Circoli proletari giovanili sorgono a Milano a partire dall\u2019autunno del 1975, concentrandosi nelle zone periferiche della citt\u00e0; alla fine del 1976 se ne contano circa 50 in tutta Milano. 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