{"id":17942,"date":"2019-05-11T19:16:04","date_gmt":"2019-05-11T17:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/tel-quel\/"},"modified":"2019-05-31T16:12:43","modified_gmt":"2019-05-31T14:12:43","slug":"tel-quel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/tel-quel\/","title":{"rendered":"TEL QUEL"},"content":{"rendered":"<p><strong>DATA INIZIO:<\/strong><br \/>\n1960<\/p>\n<p><strong>DATA FINE:<\/strong><br \/>\n1982<\/p>\n<p><strong>LUOGO:<\/strong><br \/>\nParigi, Milano<\/p>\n<p><strong>DIRETTORE:<\/strong><br \/>\nPhilippe Sollers<\/p>\n<p><strong>REDAZIONE:<\/strong><br \/>\n1960-1963: Philippe Sollers, Jean-Edern Hallier, Jacques Coudol, Jean-Ren\u00e9 Huguenin, Renaud Matignon, et Fernand du Boisrouvray.<br \/>\n1963-1966: Philippe Sollers, Jean Ricardou, Jean Thibaudeau, Denis Roche, Marcelin Pleynet, Jean-Louis Baudry, Jean-Pierre Faye.<br \/>\n1967-1971: Philippe Sollers, Jean Ricardou, Jean Thibaudeau, Denis Roche, Marcelin Pleynet, Jean-Louis Baudry, Jacqueline Risset, Pierre Rottenberg.<br \/>\n1971-1982: Philippe Sollers, Marcelin Pleynet, Jacqueline Risset, Julia Kristeva.<\/p>\n<p><strong>PRINCIPALI COLLABORATORI:<\/strong><br \/>\nRoland Barthes,\u00a0Georges Bataille, Jean-Louis Baudry, Jacques Coudol, Michel Deguy, Jacques Derrida,\u00a0Jean-Pierre Faye, Michel Foucault, Gerard Genette, Ren\u00e9 Girard,\u00a0Pierre Guyotat, Jean-Edern Hallier, Jacques Henric, Bernard Henry-Levy,\u00a0Denis Hollier, Jean-Louis Houdebine,\u00a0Jean-Ren\u00e9 Huguenin, Julia Kristeva, Georges Kutukdjian, Renaud Matignon, Gislhaine Meffre,\u00a0Marcelin Playnet, Jean Ricardou, Jacqueline Risset, Denis Roche, Pierre Rottenberg,\u00a0 Guy Scarpetta, Philippe Sollers,\u00a0 Jean Thibaudeau,\u00a0 Tzetan Todorov, Armando Verdiglione, Fran\u00e7ois Wahl.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DESCRIZIONE:<\/strong><br \/>\nLa rivista \u00abTel Quel\u00bb fu fondata a Parigi nel 1960 da Philippe Sollers, Jean-Edern Hallier, Jean-Ren\u00e9 Huguenin. Prende il proprio nome da una citazione nietzschiana che fa da esergo al primo numero \u2013 \u00abje veux le monde et le veux TEL QUEL [\u2026]\u00bb \u2013 sebbene in esso riecheggi con ogni evidenza il celebre titolo di Paul Val\u00e8ry. Come si capisce dalla citazione di Nietzsche, comunque, la rivista, che esce con periodicit\u00e0 trimestrale, intende collocarsi in una tradizione post-simbolista. L\u2019opera d\u2019arte e l\u2019opera letteraria sono incaricate di rivelare la verit\u00e0 del mondo, al di l\u00e0 di ogni tentativo di rispecchiamento realista e positivista. In questa prima fase \u00abTel Quel\u00bb pubblica testi di autori modernisti, da Virginia Woolf a T.S. Eliot, sposa lo sperimentalismo del Nouveau Roman (affiancandosi a Robbe-Grillet e compagni sia da un punto di vista teorico, sia pubblicando i loro testi) e recupera grandi autori dell\u2019avanguardia storica, da Eluard ad Artaud. Critici come Roland Barthes, Jean Ricardou e Gerard Genette iniziano a collaborare con la testata a partire dal 1961, mentre il comitato di redazione subisce una serie di modifiche, fino ad assumere una composizione stabile tra il 1962 e il 1967, con Denis Roche, Marcelin Pleynet, Jean-Louis Baudry, Jean-Pierre Faye, Jean Ricardou, Jean Thibaudeau, poco pi\u00f9 tardi affiancati da Jacqueline Risset, Pierre Rottenberg e Julia Kristeva, che sostituiscono Hallier, Huguenin e Michel Deguy. In questa seconda fase, la rivista si apre alle analisi della linguistica formale e in generale, sotto l\u2019influsso dei formalisti russi, a questioni relative al linguaggio, alla scrittura, al rapporto tra fiction e realt\u00e0. Iniziano a collaborare con \u00abTel Quel\u00bb Michel Foucault, Jacques Derrida e Tzetan Todorov. Sollers si interessa alle riflessione postfreudiane di Jacques Lacan e alla speculazione marxista di Althusser. \u00abTel Quel\u00bb ospita inoltre alcuni interventi di Umberto Eco e di Edoardo Sanguineti, ponendosi in dialogo quindi con la neoavanguardia italiana del <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/gruppo-63\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gruppo 63<\/a>. La rilevanza della rivista oltralpe, d\u2019altra parte, \u00e8 confermata dal tentativo avviato dalla casa editrice <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/jaca-book\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jaca Book<\/a> di creare un\u2019edizione italiana della rivista. L\u2019esperienza, particolarmente effimera, si avvier\u00e0 nel 1968, concludendosi dopo soli due numeri, che antologizzavano in sostanza i numeri 17 e 18 dell\u2019edizione francese. Tra il 1967 e il 1970 il <a href=\"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/tel-quel-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gruppo di \u00abTel Quel\u00bb<\/a> intensifica un lavoro teorico collettivo sul linguaggio i cui frutti maggiori sono pubblicati nel volume <em>Th\u00e9orie d\u2019ensemble<\/em> del 1968. Mentre l\u2019analisi testuale si rivolge ad autori come Baudelaire, Mallarm\u00e9, Bataille, Lautr\u00e9amont, Ponge e Sade, Derrida pubblica sulla rivista le riflessioni capitali de <em>La pharmacie de Platon<\/em> e Julia Kristeva, arrivata a Parigi nel 1965, inizia sulle stesse pagine a mettere in comunicazione le proprie ricerche di psicanalisi con lo strutturalismo e la semiotica. A partire dal 1968, inoltre, la rivista si radicalizza politicamente a sinistra, abbracciando il marxismo. Dal 1970 la maggior pare della redazione vira su posizioni maoiste. In considerazione delle tendenze politiche sempre pi\u00f9 massimaliste, Jean-Pierre Faye abbandona la redazione per fondare la rivista \u00abChange\u00bb, mentre i collaboratori pi\u00f9 prossimi allo strutturalismo, come Todorov e Genette, fondano \u00abPo\u00e8tique\u00bb. L\u2019anno successivo segna la rottura con il Partito Comunista Francese: alcune controversie con Aragon, la posizione critica di Sollers rispetto al progressivo avvicinamento del PCF al Partito Socialista e le polemiche che seguono la pubblicazione del volume <em>De la Chine<\/em> di Maria Antonietta Macciocchi conducono presto ad un punto di non-ritorno. In polemica con il maoismo del resto della redazione, Ricardou e Thibaudeau lasciano la rivista. Negli anni successivi anche Denis Roche li seguir\u00e0, mentre lo stesso Derrida si allontaner\u00e0 progressivamente dal gruppo. Nel 1974 Sollers, Kristeva, Pleynet, Wahl e Barthes compiranno un celebre viaggio in Cina. Al loro ritorno dedicheranno un numero speciale della rivista (che peraltro avr\u00e0 un grande successo di vendite) alla rivoluzione culturale, considerandola pienamente riuscita. Nonostante tale entusiasmo, le spinta politica della rivista si attenua a partire dal 1975\/1976: Sollers dichiara pubblicamente la propria disillusione rispetto al marxismo, mentre la testata si apre all\u2019analisi discorsiva della religione, della sessualit\u00e0 e della psicanalisi. In quest\u2019ultimo periodo collaborano al periodico intellettuali come Ren\u00e9 Girard, Bernard Henry-Levy e Armando Verdiglione. All\u2019idea di rivoluzione si sostituisce quella di dissidenza e la rivista si apre a posizioni del femminismo militante. Nel 1982 \u00abTel Quel\u00bb abbandona Seuil per rinascere come \u00abL\u2019infini\u00bb per l\u2019editore Deo\u00eb.<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA:<\/strong><br \/>\nLa bibliografia sull\u2019attivit\u00e0, sulla storia e sulla politica culturale di \u00abTel Quel\u00bb \u00e8 assai ricca. Per una ricapitolazione generale delle vicende della rivista si dovr\u00e0 fare riferimento in primo luogo alla monumentale <em>Histoire de \u00abTel Quel\u00bb<\/em> di Philippe Forest (1995). Si vedr\u00e0 inoltre la ricostruzione del critico finlandese Niilo Kauppi che si legge in <em>Tel Quel: la constitution sociale d\u2019une avant-garde<\/em>, pubblicato ad Helsinki dalla Societas Scientiarum Fennica nel 1990 e disponibile in lingua inglese nell\u2019edizione di Mouton de Gruyter (Berlino-New York) del 1994. Sempre in lingua inglese \u00e8 di una certa utilit\u00e0 l\u2019antologia <em>The Tel Quel Reader<\/em> curata da Patrick Ffrench, Roland-Fran\u00e7ois Lack per i tipi di Routledge nel 1998, che raccoglie gli interventi di alcuni protagonisti della rivista (Kristeva, Goux, Baudry, Foucault, Playnet, Sollers, Devade, Scarpetta, Barthes). Lo stesso Patrick French \u00e8 inoltre autore della monografia <em>The Time of Theory: A History of Tel Quel (1960-1983)<\/em>. In area italiana, oltra a <em>Tel Quel: un&#8217;avanguardia per il materialismo<\/em>, a cura di Monique Charvet ed Ermanno Krumm (Jaka Book, 1974) e <em>Tel quel: la poesia. Saggi ortonoetici, di Antonio Corsaro<\/em> (Dedalo, 1976), si segnala uno studio di Ugo M. Ulivieri sulle teorie di \u00abTel Quel\u00bb contenuto in <em>Lo specchio e il manufatto<\/em> (Franco Angeli, 2011).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[Federico Fastelli]<br \/>\n[scheda aggiornata al 20 aprile 2019]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DATA INIZIO: 1960 DATA FINE: 1982 LUOGO: Parigi, Milano DIRETTORE: Philippe Sollers REDAZIONE: 1960-1963: Philippe Sollers, Jean-Edern Hallier, Jacques Coudol, Jean-Ren\u00e9 Huguenin, Renaud Matignon, et Fernand du Boisrouvray. 1963-1966: Philippe Sollers, Jean Ricardou, Jean Thibaudeau, Denis Roche, Marcelin Pleynet, Jean-Louis Baudry, Jean-Pierre Faye. 1967-1971: Philippe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":17366,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[604],"tags":[694,559,549,595,472,757,478,553,554,475,698,699,687],"class_list":["post-17942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riviste-en","tag-eco-umberto-en","tag-romanzo-sperimentale-en","tag-gruppo-63-en","tag-jaca-book-en","tag-literary-criticism-en","tag-maoismo-en-2","tag-milano-en","tag-neoavant-guarde-en","tag-nouveau-roman-en","tag-parigi-en","tag-ricardou-jean-en","tag-robbe-grillet-alain-en","tag-sanguineti-edoardo-en-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17942"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17942\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17943,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17942\/revisions\/17943"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.culturedeldissenso.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}